The Art of Manifesting
Vivere a Bali, svegliarsi di fronte all'oceano per il tuo compleanno e dare vita alla Comune: quando le cose che hai immaginato diventano reali.
Ci siamo, sto scrivendo di nuovo da Bali. Tutto è iniziato qui nove mesi fa. Con IL MIO PRIMO POST il 4 gennaio. E come scrivevo nell’ultimo, sapevo che questo l’avrei scritto da qui, dalla casa che ho manifestato. Sì ma prima facciamo un passo indietro. Riatterrare a Bali il 1° ottobre (per la sesta volta) è stata una cosa semplice, come bere un bicchier d’acqua. Appena scesa dall’aereo l’odore dell’isola mi ha riportato a casa e il mio cuore si è rilassato subito. Tokoh, mio driver di fiducia (e di Sarina), mi è venuto a prendere, mi ha portato a Ubud, ho dormito nella guest house da dove ero partita a febbraio e la mattina dopo sono andata da Sayuri con Vale. E tutto si è riallineato.
Il Retreat è andato benissimo. Non avevo aspettative, solo fiducia. La prima volta che portavamo tante persone a Bali (eravamo in 18 in tutto!). Ma sapevo che con Manu tutto sarebbe stato semplice, da quando ci siamo incontrate al teacher training di Dani nel 2022, siamo entrate in sintonia, e anche se lei a differenza mia ha due figlie ed un marito (meravigliosi, mi sento parte della famiglia ora) siamo allineate su come vivere la vita, e lei è la prova vivente che anche con una famiglia sia possibile vivere liberi e lontani dagli schemi. La ringrazio infinitamente per avermi proposto di organizzare un retreat a ottobre con lei durante il mio compleanno. E infatti stiamo già organizzando un altro retreat insieme in Egitto (30 aprile - 11 maggio). Le donne che lei ha portato sono una più stupenda dell’altra (comprese le over 60, che hanno surfato e ballato con me al Savaya..! - vi adoro!). I “miei” ragazzi/e che si sono integrati alla grande con loro, abbiamo creato davvero un bellissimo gruppo e una splendida energia, che, devo dire, ci rispecchia. Credo che ognuno attiri le sue persone.. Li abbiamo portati a vedere e vivere una Bali autentica (non quella che si vede da IG), e anche la cerimonia di purificazione dell’acqua nella grotta è stata incredibile.
Ogni imprevisto lo abbiamo saputo gestire con armonia e con il giusto approccio e penso che sia stata un’esperienza trasformativa e profonda per tutti. Bali ti da ciò di cui hai bisogno - comprese le blatte, se hai paura delle blatte ;) Lato mio, cerco di portare le persone nei luoghi che amo facendogli vivere le mie stesse esperienze, come faccio in ogni Retreat, dalle cene da Sayuri e Moksa a Ubud, fare surf con il mio coach a Uluwatu o bere un Jamu al Drifter. Ho amato condividere e riuscire a trasmettere emozioni di un luogo che a me ha cambiato la vita. E, l’ho detto tante volte, so che questo fa parte del mio dharma, perché ogni volta mi riempie di gioia.
Il giorno dei miei 40 è stato speciale. Avevo immaginato (e manifestato) proprio quello, essere in quella stanza del DreamSea di fronte a quelle onde dove 6 anni fa, scivolandoci per la prima volta, ho pianto di gioia. In quello stesso luogo dove nel 2019 mi ero innamorata, dell’isola, e non solo. E così è stato. Mi sono svegliata piena di gratitudine, per ciò che avevo di fronte agli occhi. Per i miei traguardi. Per la mia evoluzione durante questi 5 incredibili anni. Quante cose sono successe. Mia mamma mi aveva dato una busta da aprire quel giorno (con scritto: da mettere in valigia!) con una lettera, una foto, e un ciondolo ad occhio con i colori dell’universo nell’iride. E ho iniziato a piangere. E non riuscivo a smettere. Ma erano lacrime belle. Sono andata sul tappetino a praticare con Manu e gli altri e ho coinvolto tutti nel pianto. Ho detto loro quanto fosse speciale per me essere lì in quel momento con loro. E’ la verità. Anche se molti li ho conosciuti al Retreat, non avrei voluto nessun altro. Le persone lontane erano vicine con il cuore. Quelle presenti erano quelle che dovevano esserci, ed erano stupende. Per me era tutto perfetto. E poi ho surfato (le onde erano bellissime) e festeggiato con un sacco di amore, Across the Universe.
Ora sono a Ubud. Nella casa, appunto, che ho manifestato. In che senso? Quando ero qui a febbraio, Vale mi ha portata ad un Kirtan a casa di una sua amica, una cosa intima per poche persone. Durante i Kirtan si cantano i mantra, si suona, si beve il cacao, si apre il cuore, e io li adoro..! Come sono entrata in quella casa, me ne sono innamorata, ho proprio pensato “Questa è la casa dei miei sogni.” Onestamente non mi era mai successo. E’ tutta esterna (solo le camere sono chiuse), è di fronte alla giungla e ad una piscina circondata da piante tropicali colorate, e sotto c’è una fiume di cui si sente lo scorrere continuamente. E’ stata una connessione, un channeling, come con una persona. La proprietaria di allora, Carina, è un’Hare Krishna, il Kirtan quella sera fu stupendo e autentico con degli indiani e alcuni indonesiani. Mentre cantavo, libera e connessa, ho avuto una visione. Mi sono visualizzata vivere lì. E ho mandato questo messaggio alla Simo.
( Io e la Simo siamo talmente vicine che lei in quei giorni ha deciso di fare la sua festa dei 40 a Napoli il 4 ottobre, quando io avrei avuto il Retreat a Bali. E anche se non ci sono stata, ho seguito quell’evento dall’inizio, forse più di chiunque altro. Ci amiamo così tanto che non c’è mai un dubbio nel lasciarci libere di seguire le nostre strade, tanto sappiamo di viaggiare mano per mano sempre e ovunque. )
Quando sono rientrata in Italia ho scritto più volte a Carina per dirle che se si fosse liberata una casa come quella di farmi sapere.. fino a quando mi ha detto che se ne sarebbe andata, e che avrei potuto averla. Non ci potevo credere. Sono sempre stata nomade a Bali, dividendomi tra Ubud e Uluwatu in vari homestay di fiducia, e onestamente dopo il retreat avevo pensato di andare a Lombok a fare surf… Ma se non l’avessi presa sicuramente l’avrebbe presa qualcun altro. E lì ho capito che non poteva succedere, perché io lo avevo visto, avevo visto che avrei vissuto lì. Poi Anouk (S.O.H.A. sister) mi ha invitato al suo Teacher Training di Yoga Nidra a Ubud che sarebbe stato il weekend dopo il nostro Retreat. Io e Manu abbiamo deciso di farlo, e così ho pensato di far coincidere la cosa. Sarei entrata con l’inizio del TT. Così con Manu & Family, Fede e Marti abbiamo surfato finchè abbiamo potuto a Ulu, prima di tornare a Ubud.
E così, oggi è una settimana che sono in questa casa e sto cercando di renderla mia. Ma non solo. Ha due camere e la seconda la affitto alle persone che vanno e vengono. Vorrei davvero che diventasse una casa di scambio di belle energie e persone, e senza volerlo sto realizzando un altro sogno nel cassetto: La Comune. Ho sempre immaginato una casa di condivisione, dove le persone potessero stare anche per periodi brevi, e in questo modo mantenendola viva sempre. Ed è quello che vorrei che succeda. E’ arrivata Margherita, nipote di una cara amica di Forte, che ha lasciato l’Italia in un viaggio personale verso l’ignoto per la prima volta. Sognava Bali e io sono stata felice di accoglierla. Poi arriverà Christine, poi un’altra ragazza conosciuta qui, poi Paola.. e poi chissà. Ho già inaugurato con pochi amici con Cacao, Kirtan e good vibes. E la casa è già viva e colorata.
Sono felice di aver preso questa decisione, ma ho avuto dei dubbi e ci ho pensato molto. E’ una cosa nuova per me, che mi rende meno nomade e più stabile (forse quello di cui ho bisogno), seppur distante dal mare. Ma poi sono tornata a quel momento, il momento in cui ero così connessa e presente con me stessa che ho scritto quel messaggio alla Simo. Allora mi sono ricordata che era la scelta giusta. Ci faremo tante cose, ci sarà sempre una bella energia, e ogni idea è benvenuta.. e l’altro giorno, durante la pratica, ne ho avuto un’altra. Le persone che passano da Indah101 (questo il nome della villa - con i miei numeri naturalmente) registreranno delle piccole pillole di 10 minuti di quello che amano fare e condividere, e lo condividerò su una piattaforma, ancora work in progress, ma già abbozzata.
Ho già iniziato a farla e l’ho fatta vedere a Vale che mi ha detto “Tu comunque manifesti in continuazione!” Posso dire? E’ vero, succede sempre più frequentemente. Mi fido sempre di più della mia intuizione, e così inizio a dipingere.. (Saraswati!) ma quella luce mi arriva quando sono allineata e sono nel flow delle cose. Allora ho delle visioni. E poi bisogna essere percettivi per capire che a volte le cose che notiamo non sono segnali casuali ma veri e propri messaggi dell’Universo, sta a noi poi capire come agire per manifestare ciò che desideriamo e sentiamo essere allineato con noi. Al corso di Yoga Nidra abbiamo studiato anche questo. Quando il nostro stato mentale è pacifico, presente, meditativo (dopo una camminata, dopo yoga - ma anche personalmente durante surf o una corsa), la frequenza delle nostre onde cerebrali diminuisce, la mente può esplorare la coscienza più profonda invece del pensiero attivo. E addirittura quando siamo in meditazione profonda (svapna) e si è disconnessi dal mondo esterno arriva creatività, intuizione emotiva, accesso al subconscio.
Tutti noi possiamo manifestare, arrivando alla radice più profonda di ciò che desideriamo, e per farlo bisogna scegliere di lavorare su noi stessi, per capire chi siamo veramente e perché siamo qui (e levarci tanti, tanti strati..). E’ un viaggio meraviglioso e continuo. Bali accoglie questo viaggio, perché l’isola è spirituale, l’energia è potente e tante persone qui perché sono già in questo cammino. Ecco perché c’è chi torna sempre, e c’è chi invece nemmeno se ne accorge.
Bali sa. Bali ti sceglie.









